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Voce marcata come ‘google’

Chrome

Settembre 2, 2008 · Lascia un Commento

Arriva il browser di Google!

Come si legge dal blog ufficiale di Google (http://googleblog.blogspot.com/)è in arrrivo il browser che sfiderà Explorer e Firefox. La notizia è stata diffusa attraverso un fumetto (http://www.google.com/googlebooks/chrome/) che esemplifica come sarà e il funzionamento di Chrome che si dice anche che sarà “open source”.

La velocità sarà garantita da una macchina virtuale per l’esecuzione dei javascript, riscritta da zero e chiamata “V8″, definita da Pichai più rapida di qualsiasi altra in circolazione.

Inoltre vi sarà  la modalità di navigazione che non lascia traccia nella cronologia, non verranno nemmeno creati cookies. Con il sistema ‘incognito’, i navigatori avranno a disposizione una finestra personale in cui sarà bloccato l’accesso da parte di esterni a tutto ciò che è registrato, incluso l’elenco dei siti preferiti dall’utente. Insomma, sarà possibile navigare senza lasciare tracce.

Speriamo di poterlo utilizzare presto!

http://www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/08_settembre_02/google_browser_chrome_cadf168c-78bf-11dd-974a-00144f02aabc.shtml

http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=78613

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Google a Wall Street!

Luglio 18, 2008 · Lascia un Commento

La crisi finanziaria colpisce anche Google!

Chiude male questo venerdì a Wall Strett per i due colossi dell’informatica…Al tg1 delle 20 viene trasmessa la notizia che a causa dei deludenti risultati delle ultime trimestrali Google e Microsoft segnano rispettivamente cali del 9% e del 7%.

Per chi volesse saperne di più…soprattutto gli esperti in materia vi lascio il link dell’articolo comparso sul sito de IlSole24ore:

http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Finanza%20e%20Mercati/2008/07/google-microsoft-borsa-tecnologici-crisi.shtml?uuid=fba09d50-54c9-11dd-97d2-f2d83a3912f8&DocRulesView=Libero

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Google “maglia nera della privacy”!!!

Giugno 21, 2008 · Lascia un Commento

Ho riportato una recente intervista  di RAINEWS a Massimo Marchiori docente di informatica presso l’ Univrsità di Padova ed è ricercatore scientifico presso il MIT (Massachusetts Institute of Technology) negli Stati Uniti.

L’intervista mi è parsa molto interessante in quanto esemplicifa in maniera molto semplice i lati negativi di Google.

Per chi volesse saperne sull’ultimo posto di Google nella classifica della tutela dei dati personali ho trovato un’articolo di una anno fa sull’argomento:

http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Tecnologia%20e%20Business/2007/06/ebay-google-privacy.shtml?uuid=01272e94-181a-11dc-a24e-00000e251029&type=Libero

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Motori per Non Vedenti

Giugno 20, 2008 · Lascia un Commento

 

Google Accessible Search è progettato per aiutare le persone non vedenti o ipovedenti a trovare le informazioni in rete nella maniera più esaustiva, utile e comprensiva possibile. Google definisce pagine e siti accessibili quei contenuti che le persone non vedenti o ipovedenti consultano attraverso gli strumenti di web browsing.

 

Ma la cosa più interessante a riguardo, è che il servizio e è stato progettato e concepito nel 2006 da T.V. Raman, un ricercatore Google cieco a causa del glaucoma infantile.

Come la maggior parte di voi, quando faccio una ricerca sul Web, desidero trovare l’informazione rilevante con la minor distrazione possibile.

 

Ma dal momento che io sono un non vedente ed utilizzo dei dispositivi che convertono il testo in parole parlate tramite uno screen reader audio, sono sottoposto a molte più distrazioni nella ricerca dei risultati corretti.

Se l’informazione che cerco è all’interno di una pagina piena di parole, la mia ricerca diventa davvero lunga e complessa.

 

Questo è il motivo per il quale mi sono davvero appassionato al progetto Google chiamato Google Accessible Search. La ricerca accessibile fa un passo in più della ricerca tradizionale su Google e i risultati rilevanti, derivati dagli algoritmi di ricerca Google, sono ulteriormente classificati sulla base della semplicità del layout della pagina. 

 

 

fonte: http://www.masternewmedia.org/it/accessibilita/motori_di_ricerca/Google_Accessible_Search_per_non_vedenti_e_ipovedenti_20060727.htm

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Google e la net neutrality

Giugno 16, 2008 · 1 Commento

Ho letto oggi un articolo su Punto Informatico. Ve ne riporto un estratto:

“Partire lancia in resta all’attacco dei cattivi ISP che filtrano talune tipologie di traffico di rete, fregandosene della net neutrality e dei diritti degli utenti-consumatori. È quello che si appresterebbe a fare Google: il moloch sembra ora convinto di dover sfruttare la propria posizione privilegiata in seno all’economia di rete per salvaguardare il diritto di tutti ad accedere a ogni tipo di contenuti. [...] Ed è proprio in difesa di questo sacrosanto principio alla libertà di innovare e sviluppare nuovi servizi che si muovono decisi i piani alti di BigG, sordi anche alla non indifferente possibilità di salvaguardare l’attuale status quo – adottando una posizione molto più conservativa sulla net neutrality – e quindi la posizione privilegiata di Google stessa nel panorama del web attuale.
L’esperto George Ou ha avuto qualcosa da ridire nei confronti della nuova iniziativa di Google. Ou, che si dice fortemente convinto del fatto che una rete non regolarizzata e “moderata” a-là Comcast costituirebbe la fine dello sviluppo e della diffusione di tecnologie video e VoIP, punta il dito sulla policy adottata da Mountain View in Cina, ove Google offre notoriamente risultati di ricerca monchi della terminologia invisa alla propaganda di regime del Partito del Popolo.

Più che neutrale, per Ou la rete dovrebbe essere piuttosto “trasparente”, e l’errore di Comcast non è stato tanto voler mettere mano nei bit scambiati dai propri utenti quanto non aver espresso chiaramente, nei propri termini di servizio, la presenza del filtro sul traffico BitTorrent. Ma la trasparenza deve interessare tutti gli anelli della connettività, inclusi i provider di applicazioni come Google. E Google, a parere di Ou, è “‘l’unica società americana in questo panel a fare cose ingiuste e a non raccontarlo alla gente”. Google filtra i contenuti in Cina, osserva, altro che neutralità apodittica e salvaguardia dell’innovazione.

Whitt risponde però pacato alle accuse di Ou che il filtering di “alcuni termini di ricerca” sul motore cinese non ha nulla a che fare con la neutralità di rete, e che soprattutto in fondo alla pagina web del motore è indicato chiaramente che è attivo il filtro voluto dal governo. “Questa è trasparenza” dice Whitt. “

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Questione di privacy

Giugno 3, 2008 · 3 Commenti

Google ha recentemente apportato due modifiche alla sua politica sulla privacy. Nel mese di marzo 2007 è stato detto che 18 mesi dopo una ricerca su Google, il record associato alla stessa verrà “reso anonimo”, eliminando qualsiasi informazione identificativa dell’utente. L’estate scorsa è stato annunciato che i cookie, che risiedono nel disco rigido per identificare l’utente di fronte ai siti Web, scadranno dopo due anni, ma solo se non si utilizza Google durante quel periodo (?!?).

Microsoft ha fatto sapere a sua volta che i dati relativi alle ricerche su Live Search saranno resi anonimi sempre dopo 18 mesi. La società ha annunciato, inoltre, che terrà separate queste informazioni da quelle che possono consentire l’identificazione dell’utente come i nomi, gli indirizzi e-mail e i numeri telefonici. Agli utenti sarà consentito di scegliere di non ricevere gli annunci indirizzati in base alle informazioni associate al comportamento in rete degli utenti tramite la rete pubblicitaria di Microsoft, ampliata nell’aprile 2007 con l’acquisto di DoubleClick (rivale di Quantive Inc., acquistato da Google).

Salendo nella classifica del rispetto dei dati personali troviamo, Yahoo! con la sua politica di rendere anonimi i dati dopo 13 mesi.

Ask è un motore di ricerca americano (ha la particolarità di non compiere le ricerche per termini, ma attraverso la formulazione di domande compiute) che nel dicembre del 2007 ha lanciato un servizio che consente la cancellazione dai propri server delle ricerche effettuate da parte degli utenti: AskEraser. Se AskEraser è abilitato, Ask.com imposta un cookie che memorizza l’impostazione in riferimento a quel computer e quel browser per due anni (nel caso sia richiesto in ottemperaza alle leggi o dall’autorità giudiziaria, viene specificato che i dati relativi all’attività di ricerca saranno conservati nonostante il servizio risulti attivo). Se AskEraser viene invece lasciato disabilitato, i dati saranno conservati anche in questo caso per 18 mesi.

Fonti: New York Times e motoricerca.net

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I traccivendoli

Giugno 2, 2008 · Lascia un Commento

Nel dicembre del 2007, il New York Times ha commissionato a ComScore uno studio riguardante le informazioni che le 15 principali web companies raccolgono sugli utenti e la stima di quante volte ciò accada in un mese.

L’analisi ha considerato il numero di ricerche effettuate, gli annunci pubblicitari visualizzati, i video e le pagine visitate su tali siti ed ha stimato il numero di annunci visibili sulle loro reti pubblicitarie. Tali azioni rappresentano i momenti in cui i dati sui consumatori tornano ai server delle web companies. Le cinque principali – Yahoo, Google, Microsoft, AOL and MySpace – registrano almeno 336 miliardi di trasmissioni al mese, senza contare le loro reti pubblicitarie.

Le agenzie pubblicitarie scelgono dove collocare i propri annunci sempre più in relazione alla capacità dei diversi siti di ottenere informazioni sui web surfers. Inoltre, mentre tempo fa le web companies potevano monitorare le azioni dei consumatori solamente sui propri siti web, negli ultimi due anni, i colossi di internet hanno aumentato il proprio potenziale agendo in qualità di intermediari: attraverso la propria rete pubblicitaria, che copre migliaia di siti web, possono seguire le attività degli utenti fino a molto più lontano. Grandi compagnie come Microsoft e Yahoo hanno anche acquisito, negli ultimi anni, un certo numero di compagnie ricche di dati sui propri consumatori.

grafico ny times

Al primo posto si trova Yahoo!, con 2520 operazioni di raccolta di informazioni sui singoli utenti in un mese. Seguono Fox Interactive Media (MySpace) con 1229, AOL con 610 e Google con 578.

Se cambia il modo in cui i navigatori utilizzano le risorse a loro disposizione, cambiano anche le fonti a cui è possibile attingere per raccogliere i dati, e questo rende alcuni social networks particolarmente ricchi di informazioni, pur avendo un numero di utenti inferiore rispetto ad altri siti web (si veda per esempio il posizionamento di MySpace rispetto a Google). Ciò comporta anche che i cosiddetti media tradizionali, come nel caso di giornali e riviste online, si trovino nella parte bassa della classifica: New York Times, NBC Universal e Condé Nast Publications. Tali siti sono generalmente classificati e posizionati in base al numero di persone che li hanno visitati e a quanto vi si sono soffermate e sono privi di un network pubblicitario.

Gli utenti non si sono mai lamentati in maniera molto decisa rispetto alla raccolta di dati online, ma in molti casi ciò può dipendere dal fatto che tali operazioni non sono evidenti ai loro occhi. Le grandi web companies, d’altra parte, diconodi aver fatto in modo che i consumatori fossero informati rispetto a tali pratiche. Nonostante ciò, uno studio dell’Università della california dello scorso anno ha rilevato che l’85% degli intervistati pensava che i siti web non fossero autorizzati a tracciare i loro comportamenti nella rete per poi proporre loro annunci pubblicitari.

Fonte: New York TImes

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in cerca di democrazia …

Maggio 24, 2008 · 1 Commento

non sempre i motori di ricerca sono correlati all’apertura e alla libera circolazione delle idee…

Senza considerare il ruolo dei link pubblicitari o le possibili deformazioni delle ricerche a seguito di forzature degli utenti (per esempio, l’associare ricerche come miserable failure o miserabile fallimento a politici), è interessante fare qualche esperimento di come i risultati delle ricerche cambino a seconda di quale “versione nazionale” dei motori venga usata.

Due esempi con google e yahoo….

Proviamo a cercare “Falung Gong”[1] con google usa – il risultato è un link alle news, una pagina di wikipedia, un link al sito ufficiale dell’organizzazione. Provando la stessa ricerca con le versioni italiana o tedesca o australiana o giapponese o mongola, si ottengono risultati sostanzialmente simili. La cosa è del tutto diversa con la versione cinese del motore di ricerca! E’ solo una questione di localizzazione culturale?

Proviamo a fare alcune ricerche la versione cinese del motore yahoo. Prima proviamo a cercare termini non particolarmente critici come “china” o “trento“. Tutto normale, i risultati più o meno attesi. Proviamo anche qui a cercare le parole proibite … un pagina di errore. La cosa interessante è che in seguito anche altre ricerche di termini inoffensivi daranno errore, fino a quando non si cancella il cookie di yahoo!

Esiste anche una seconda versione cinese del motore yahoo, leggermente diversa ma con lo stesso comportamento.

Un articolo di Clive Thompson sul New York Times Magazine del 23 aprile 2006 è illuminante a questo proposito!

[1] – un movimento spirituale, fortemente contrastato e represso dal governo cinese.

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GoogleHacks

Maggio 21, 2008 · 2 Commenti

GoogleHacks è un programma che consente di fare ricerche avanzate su Google senza dover studiare per giorni e notti i comandi chiave da utilizzare. Con GoogleHacks si possonoricercare link diretti a musica, video, applicazioni, torrent, proxy, cache, programmi, libri, testi di canzoni, fonts, hacks e web hosting.

Si presenta così

Per fare un esempio, cercando “Oscar Wilde” tra i libri, il programma lancia una ricerca avanzata su Google che solo con tanto sudore della fronte potrei riuscire ad elaborare autonomamente…

-inurl:(htmhtmlphp) intitle:"index of" +"last modified" +"parent directory" +description +size +(.txt.lit.doc.rtf.zip.rar.pdf.chm) "oscar wilde"

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