Google ha recentemente apportato due modifiche alla sua politica sulla privacy. Nel mese di marzo 2007 è stato detto che 18 mesi dopo una ricerca su Google, il record associato alla stessa verrà “reso anonimo”, eliminando qualsiasi informazione identificativa dell’utente. L’estate scorsa è stato annunciato che i cookie, che risiedono nel disco rigido per identificare l’utente di fronte ai siti Web, scadranno dopo due anni, ma solo se non si utilizza Google durante quel periodo (?!?).
Microsoft ha fatto sapere a sua volta che i dati relativi alle ricerche su Live Search saranno resi anonimi sempre dopo 18 mesi. La società ha annunciato, inoltre, che terrà separate queste informazioni da quelle che possono consentire l’identificazione dell’utente come i nomi, gli indirizzi e-mail e i numeri telefonici. Agli utenti sarà consentito di scegliere di non ricevere gli annunci indirizzati in base alle informazioni associate al comportamento in rete degli utenti tramite la rete pubblicitaria di Microsoft, ampliata nell’aprile 2007 con l’acquisto di DoubleClick (rivale di Quantive Inc., acquistato da Google).
Salendo nella classifica del rispetto dei dati personali troviamo, Yahoo! con la sua politica di rendere anonimi i dati dopo 13 mesi.
Ask è un motore di ricerca americano (ha la particolarità di non compiere le ricerche per termini, ma attraverso la formulazione di domande compiute) che nel dicembre del 2007 ha lanciato un servizio che consente la cancellazione dai propri server delle ricerche effettuate da parte degli utenti: AskEraser. Se AskEraser è abilitato, Ask.com imposta un cookie che memorizza l’impostazione in riferimento a quel computer e quel browser per due anni (nel caso sia richiesto in ottemperaza alle leggi o dall’autorità giudiziaria, viene specificato che i dati relativi all’attività di ricerca saranno conservati nonostante il servizio risulti attivo). Se AskEraser viene invece lasciato disabilitato, i dati saranno conservati anche in questo caso per 18 mesi.

Fonti: New York Times e motoricerca.net