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Google e la net neutrality

Giugno 16, 2008 · 1 Commento

Ho letto oggi un articolo su Punto Informatico. Ve ne riporto un estratto:

“Partire lancia in resta all’attacco dei cattivi ISP che filtrano talune tipologie di traffico di rete, fregandosene della net neutrality e dei diritti degli utenti-consumatori. È quello che si appresterebbe a fare Google: il moloch sembra ora convinto di dover sfruttare la propria posizione privilegiata in seno all’economia di rete per salvaguardare il diritto di tutti ad accedere a ogni tipo di contenuti. [...] Ed è proprio in difesa di questo sacrosanto principio alla libertà di innovare e sviluppare nuovi servizi che si muovono decisi i piani alti di BigG, sordi anche alla non indifferente possibilità di salvaguardare l’attuale status quo – adottando una posizione molto più conservativa sulla net neutrality – e quindi la posizione privilegiata di Google stessa nel panorama del web attuale.
L’esperto George Ou ha avuto qualcosa da ridire nei confronti della nuova iniziativa di Google. Ou, che si dice fortemente convinto del fatto che una rete non regolarizzata e “moderata” a-là Comcast costituirebbe la fine dello sviluppo e della diffusione di tecnologie video e VoIP, punta il dito sulla policy adottata da Mountain View in Cina, ove Google offre notoriamente risultati di ricerca monchi della terminologia invisa alla propaganda di regime del Partito del Popolo.

Più che neutrale, per Ou la rete dovrebbe essere piuttosto “trasparente”, e l’errore di Comcast non è stato tanto voler mettere mano nei bit scambiati dai propri utenti quanto non aver espresso chiaramente, nei propri termini di servizio, la presenza del filtro sul traffico BitTorrent. Ma la trasparenza deve interessare tutti gli anelli della connettività, inclusi i provider di applicazioni come Google. E Google, a parere di Ou, è “‘l’unica società americana in questo panel a fare cose ingiuste e a non raccontarlo alla gente”. Google filtra i contenuti in Cina, osserva, altro che neutralità apodittica e salvaguardia dell’innovazione.

Whitt risponde però pacato alle accuse di Ou che il filtering di “alcuni termini di ricerca” sul motore cinese non ha nulla a che fare con la neutralità di rete, e che soprattutto in fondo alla pagina web del motore è indicato chiaramente che è attivo il filtro voluto dal governo. “Questa è trasparenza” dice Whitt. “

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1 risposta finora ↓

  • giupattu // Giugno 16, 2008 a 9:41 pm

    Mi sembra che il dialogo tra Ou e Whitt sia una discussione alla cieca visto che hanno due idee diverse di “trasparenza”!

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