TOR – The Onion Routing

TOR porta l’idea del server proxy ad un nuovo livello di complessità, al fine di difendersi dall’analisi del traffico da parte di un osservatore in grado di monitorare una piccola parte delle connessioni nella rete Internet globale, come può essere un ISP, un governo locale, un server di destinazione.
I dati che appartengono ad una qualsiasi comunicazione non transitano direttamente dal client al server, ma passano attraverso i server Tor che agiscono da router costruendo un circuito virtuale crittografato a strati. Ogni richiesta fatta attraverso una rete di onion router passa attraverso da due a 20 altri computer, rendendo difficile rintracciare quello da cui è stata originata.

Ogni computer della catena conosce solo quello a lui successivo. In altre parole, il router B sa di aver ottenuto la richiesta di una pagina web dal router A e che deve passarla al router C, ma la richiesta stessa è codificata: il router B non sa effettivamente che pagina sia stata richiesta, o quale router porterà la richiesta al webserver. Inoltre, la rete Tor può anche fornire anonimità ai server in modo che la loro localizzazione sia sconosciuta.
Le comunicazioni tra i nodi Tor del circuito sono cifrate, tranne il tratto tra l’ultimo nodo Tor (detto exit node) e la destinazione finale, che è normalmente in chiaro. Se la destinazione è a sua volta un relay Tor, l’intera comunicazione è cifrata e sfugge all’analisi di un eventuale osservatore posto nella tratta finale del circuito.

Tor funziona con molti programmi, come i browser web (è disponibile l’add-on per Firefox, nonchè una versione di Opera con l’aggiunta di Tor), i client per la chat, i programmi di login remoto e tante altre applicazioni basate sul protocollo TCP.

Alcune conseguenze spiacevoli dell’uso di Tor possono essere un discreto rallentamento nella navigazione, il cambio della lingua (nell’utilizzo, ad esempio, di un motore di ricerca come Google), qualche minuto di attesa se Tor
cerca di utilizzare un router che è stato bloccato, con la possibilità di non ottenere, poi, la pagina richiesta.
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