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Ma dove sono finite le ricerche sui libri???

Giugno 6, 2008 · 3 Commenti

Il libro di testo rischia di essere spiazzato da nuovi modi di comunicare non più lineari. Al tempo stesso gli strumenti multimediali potranno limitare carenze della didattica, a patto che docenti e istituzioni si mettano in gioco.

A questo proposito, il nostro professore di Sociologia della Comunicazione e Sociologia della Scienza, Massimiano Bucchi, ha approfondito l’argomento in un articolo che è comparso sulla rivista nòva24 numero 126 [rivista del Sole24ore: http://nova.ilsole24ore.com/] il 22 maggio 2005:

” il libro di testo nella sua versione tradizionale rischia di restare fortemente spiazzato. La sua funzione di mediazione e stabilizzazione viene messa in discussione da un modello in cui i diversi livelli di comunicazione (specialistica, didattica, pubblica) si intrecciano continuamente in modo non lineare. Una delle sfide centrali è quella di individuare nuove forme di didattica che rinuncino alla pretesa di porsi come ‘impacchettatori’ di sapere, ma accettino i rischi e le opportunità di offrirsi come strumento per quella navigazione a vista nella ‘scienza in azione’ a cui appare ormai destinato ogni studente e cittadino.”

http://nova.ilsole24ore.com/nova24ora/2008/05/ipertesto-scola.html

Data l’ostilità degli editori tradizionali di collaborare le soluzioni auspicate sarebbero due:

  1. Ricercare alla rinfusa fra i siti di contenuti testuali ed audio-video più consultati;
  2. oppure, tramite iniziative dal basso di associazioni di docenti ed operatori, costruire e popolare aggregatori ordinati di conoscenze in rete.

Il professore Bucchi segnala SciVee [http://www.scivee.tv/] che viene definito lo “YouTube della scienza” , ma esistono anche iniziative di insegnati italiani che hanno portato alla creazione di EDUCITY che è il primo motore di ricerca italiano dedicato al mondo della scuola e che attraverso l’appoggio di Google offre a docenti e studenti uno strumento di lavoro rapido, efficace e credibile.

http://www.educity.it/

che ha pure un blog: http://www.educity.it/marco_gius/

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TOR – The Onion Routing

Giugno 6, 2008 · Lascia un Commento

TOR porta l’idea del server proxy ad un nuovo livello di complessità, al fine di difendersi dall’analisi del traffico da parte di un osservatore in grado di monitorare una piccola parte delle connessioni nella rete Internet globale, come può essere un ISP, un governo locale, un server di destinazione.

I dati che appartengono ad una qualsiasi comunicazione non transitano direttamente dal client al server, ma passano attraverso i server Tor che agiscono da router costruendo un circuito virtuale crittografato a strati. Ogni richiesta fatta attraverso una rete di onion router passa attraverso da due a 20 altri computer, rendendo difficile rintracciare quello da cui è stata originata.

Ogni computer della catena conosce solo quello a lui successivo. In altre parole, il router B sa di aver ottenuto la richiesta di una pagina web dal router A e che deve passarla al router C, ma la richiesta stessa è codificata: il router B non sa effettivamente che pagina sia stata richiesta, o quale router porterà la richiesta al webserver. Inoltre, la rete Tor può anche fornire anonimità ai server in modo che la loro localizzazione sia sconosciuta.
Le comunicazioni tra i nodi Tor del circuito sono cifrate, tranne il tratto tra l’ultimo nodo Tor (detto exit node) e la destinazione finale, che è normalmente in chiaro. Se la destinazione è a sua volta un relay Tor, l’intera comunicazione è cifrata e sfugge all’analisi di un eventuale osservatore posto nella tratta finale del circuito.
Tor funziona con molti programmi, come i browser web (è disponibile l’add-on per Firefox, nonchè una versione di Opera con l’aggiunta di Tor), i client per la chat, i programmi di login remoto e tante altre applicazioni basate sul protocollo TCP.
Alcune conseguenze spiacevoli dell’uso di Tor possono essere un discreto rallentamento nella navigazione, il cambio della lingua (nell’utilizzo, ad esempio, di un motore di ricerca come Google), qualche minuto di attesa se Tor cerca di utilizzare un router che è stato bloccato, con la possibilità di non ottenere, poi, la pagina richiesta.

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