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Motori musicali

Maggio 19, 2008 · 3 Commenti

canto

 

 

Midomi, lanciato da Melodis, azienda della Silicon Valley tra le più avanzate nel campo della ricerca sul riconoscimento sonoro, offre un primo esempio di «music search engine», con spiccata propensione all’e-commerce. Basato sul sistema MARS (Multimodal Adaptive Recognition System), capace di analizzare la struttura melodica e ritmica di un qualsiasi brano audio, e sulla tecnologia «query by humming», che consente di interrogare un database di melodie attraverso un input originato dal canticchiare dell’utente al microfono del computer, Midomi ha l’obiettivo di creare un grande archivio on line di musica indicizzata, utilizzando anche la filosofia e l’appeal del «social network». Dopo aver creato il proprio profilo, infatti, gli utenti, possono ascoltare le performance canore degli altri utenti, votarle ed entrare in contatto con loro, ma nello stesso tempo, proprio attraverso le loro ricerche, il database viene continuamente incrementato grazie ai nuovi brani identificati. Risultato finale: un jukebox sempre più popolato di canzoni originali acquistabili a 0,99$ l’una. 

Un altro esempio è offerto da Musipedia, progetto ispirato a Wikipedia e che si propone la costruzione collettiva di un archivio di accordi, motivi, temi musicali, utilizzando «Melodyhound», un motore di ricerca di melodie interrogabile non solo cantando o fischiettando davanti al computer, ma anche mediante tastiera virtuale oppure utilizzando il codice Parsons (la rappresentazione di una melodia tramite una sequenza numerica). 

Ci sono poi i motori che utilizzano la tecnologia «fingerprint», che permette di individuare, invece di brani e melodie, frammenti di audio: pochi secondi presi da una registrazione o addirittura trasmessi tramite connessione telefonica. In questo modo è possibile identificare un motivo ascoltato casualmente alla radio. Leader incontrastato è Shazam. Un sito di successo presente in 16 paesi con più di 2 milioni di utenti che offre un potente motore di ricerca, un database con 5,5 milioni di titoli e anche una community aperta al «social tagging». 

Articolo intero su:

http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/tecnologia/grubrica.asp?ID_blog=30&ID_articolo=2212&ID_sezione=&sezione=

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Cosa sono i Metamotori?

Maggio 19, 2008 · 2 Commenti

 

 

metamotori

 

I Meta-Motori sono strumenti della Rete che interrogano simultaneamente diversi motori di ricerca più o meno conosciuti e restituiscono una lista di risultati secondo ordine e criterio propri di ogni meta-motore. Essi utilizzano il lavoro svolto da altri motori di ricerca.
Grazie ad accordi stipulati con le risorse che interrogano, possono usufruire di accessi privati ai loro database e ciò consente ai meta-motori di avere tempi di risposta all’interrogazione degli utenti abbastanza rapidi. C’è sempre uno scambio alla base di questi accordi, per cui in qualche modo il motore di ricerca interrogato partecipa ai guadagni del meta-motore grazie ad un accordo direvenue sharing.

I meta-motori usano visualizzare i risultati senza processarli (es. DogPile), oppure operando un’analisi e fornendo un’interpretazione personale del ranking dei listing forniti dai vari motori, creandone una lista unificata (es. Ixquick e Vivisimo).

Il vantaggio nell’usare questo tipo di risorse per la ricerca, in cosa consiste? Sicuramente nel campo di azione della ricerca stessa, infatti ogni motore di ricerca ha il proprio database formato da un certa percentuale di tutte i file della Rete, quindi interrogando simultaneamente più motori di ricerca la nostra azione coinvolgerà una percentuale maggiore della Rete, rispetto ad una interrogazione sola, facendoci risparmiare il tempo necessario a consultare ogni singolo motore.

Nella realtà di tutti i giorni un buon meta-motore potrebbe garantire la visualizzazione con il meglio dei risultati più pertinenti. Questo dipende direttamente dalla qualità dello stesso meta-motore, che sceglie quante risorse dedicare all’analisi dei risultati dei singoli motori ed alla aggregazione di questi dati per fornire i suoi risultati.

Come svantaggio dobbiamo evidenziare la mancanza diffusa di strumenti per la ricerca avanzata, presenti invece nei singoli motori e che permettono a quella bassa percentuale di navigatori che ne fa uso di affinare velocemente le ricerche.

I meta-motori migliori e più conosciuti:

Fonte: www.motoridiricerca.it 

 

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TrustRank

Maggio 19, 2008 · Lascia un Commento

Ho trovato un articolo sui sistemi di indicizzazione delle pagine web che forse potrebbe interessarci. Ve ne riporto un estratto:

Il PageRank, algoritmo, sul quale si basa l’indicizzazione di Google, assegna un punteggio ad ogni pagina, basandosi sul numero di link che puntano ad essa. Il PageRank di un sito aumenta in relazione alla qualità delle pagine web che linkano il sito. Purtroppo il PageRank non garantisce la qualità reale dei siti indicizzati.
Il TrustRank invece cerca di definire la qualità di una pagina in base alla valutazione umana.
Da questo è possibile comunque generare un semplice algoritmo che assegna una valore binario pari a 0 se la pagina contiene spam (bad page), oppure pari a 1 se la pagina è da considerarsi di buona qualità o senza spam (good page).
Risulta evidente quindi che non è più il link che definisce la qualità di una pagine, ma l’intervento umano che istruisce l’algoritmo.

Qui trovate l’articolo: http://www.officialsm.net/articoli/trustrank_for_dummies.pdf

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…MA NEL VOCABOLARIO C’E’ GOOGLARE!

Maggio 19, 2008 · 5 Commenti

Quando andando per musei e le guide che ti spiegano le origine di un casato ti suggeriscono di googlare il nome della Famiglia allora significa che c’è qualcosa di un po’ perverso nell’utilizzo dei (è meglio del?) motori di ricerca. E’ vero che google è ovunque, ma è anche vero che è uno dei migliori algoritmi che siano stati creati per cercare informazioni!!

Non è solo l’algoritmo del motore di ricerca l’unico artefice della buona ricerca: anche chi ha avviato l’esplorazione può essere più o meno allenato nel cercare e nel mettere insieme correttamente le parole nella barra d’inserimento. Una prova facile-facile semplice-semplice:

    1_ inserire la parola “algorithm” nella barra di ricerca prima in google e poi in vivisimo.com
    2_ aggiungere la parola “research” sia nell’uno che nell’altro caso
    3_ prova con un insieme di parole a caso “finestra stella computer”

E’ importante, al fine del buon esito della ricerca, che il navigatore riesca ad individuare le parole adeguate al suo scopo e che siano quelle che potrebbero essere presenti nei testi d’interesse. Per chi è alle prime esperienze con in motori di ricerca (immagino che ci siano pochissime persone che non hanno ancora usato un qualunque motore di ricerca) l’unica cosa da dire è di provare tutte le parole che potrebbero interessare!!!!!

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