Le immagini mostrano alcuni dei percorsi che i ciclisti affronteranno nel corso della storica manifestazione sportiva che inizierà il 5 luglio e terminerà il 27.
Google Maps nei prossimi mesi estenderà la copertura del servizio Street View anche in altri paesi europei, tra i quali Regno Unito, Germania, Spagna ed Italia.
Jogli è un motore di ricerca che integra file musicali, videoclip ed informazioni sugli artisti. Questo servizio, anche se in versione beta, mette già a disposizione degli utenti un archivio di 500 milioni di canzoni e 12 milioni di album individuati nel web.
Se siete interessati, altre risorse di questo tipo sono, per esempio: Songza, Meemix, Deezer e SeeqPod.
Il simpatico motore di ricerca Ms. Dewey è un’interfaccia sperimentale in flash, creata dalla Microsoft per pruomuovere Live Search.
Si basa sul database di MS e non fornisce ottimi risultati, ma la ricerca viene rivolta alla signorina Dewey che interagisce con il visitatore in maniera divertente (esistono circa 600 possibili azioni diverse di Ms. Dewey), mentre sulla destra dello schermo appaiono i risultati dell’interrogazione.
Ms. Dewey rappresenta una campagna cosiddetta di “viral marketing” lanciata dalla Microsoft alla fine del 2006, ovvero la promozione e diffusione nella rete dei riferimenti a un certo prodotto sfruttando un social network esistente. In questo modo si stimolano gli individui a conoscere il proprio messaggio pubblicitario volontariamente, andandoselo a cercare.
Sul sito della Microsoft viene comunque specificato: “This is not an advertising campaign. This really just an experiment for exploring different ways to introduce people to search and Live Search specifically. We are not promoting the site but simply putting it out on the Web for discovery.” (Microsoft.com)
Ho riportato una recente intervista di RAINEWS a Massimo Marchiori docente di informatica presso l’ Univrsità di Padova ed è ricercatore scientifico presso il MIT (Massachusetts Institute of Technology) negli Stati Uniti.
L’intervista mi è parsa molto interessante in quanto esemplicifa in maniera molto semplice i lati negativi di Google.
Per chi volesse saperne sull’ultimo posto di Google nella classifica della tutela dei dati personali ho trovato un’articolo di una anno fa sull’argomento:
Google Accessible Search è progettato per aiutare le persone non vedenti o ipovedenti a trovare le informazioni in rete nella maniera più esaustiva, utile e comprensiva possibile. Google definisce pagine e siti accessibili quei contenuti che le persone non vedenti o ipovedenti consultano attraverso gli strumenti di web browsing.
Ma la cosa più interessante a riguardo, è che il servizio e è stato progettato e concepito nel 2006 da T.V. Raman, un ricercatore Google cieco a causa del glaucoma infantile.
“Come la maggior parte di voi, quando faccio una ricerca sul Web, desidero trovare l’informazione rilevante con la minor distrazione possibile.
Se l’informazione che cerco è all’interno di una pagina piena di parole, la mia ricerca diventa davvero lunga e complessa.
Questo è il motivo per il quale mi sono davvero appassionato al progetto Google chiamato Google Accessible Search. La ricerca accessibile fa un passo in più della ricerca tradizionale su Google e i risultati rilevanti, derivati dagli algoritmi di ricerca Google, sono ulteriormente classificati sulla base della semplicità del layout della pagina. “
Vorrei dare un piccolo contributo sulla questione sollevata nel post precedente, a proposito della Neutralità della Rete con questo video trovato su youtube.
Ho letto oggi un articolo su Punto Informatico. Ve ne riporto un estratto:
“Partire lancia in resta all’attacco dei cattivi ISP che filtrano talune tipologie di traffico di rete, fregandosene della net neutrality e dei diritti degli utenti-consumatori. È quello che si appresterebbe a fare Google: il moloch sembra ora convinto di dover sfruttare la propria posizione privilegiata in seno all’economia di rete per salvaguardare il diritto di tutti ad accedere a ogni tipo di contenuti. [...] Ed è proprio in difesa di questo sacrosanto principio alla libertà di innovare e sviluppare nuovi servizi che si muovono decisi i piani alti di BigG, sordi anche alla non indifferente possibilità di salvaguardare l’attuale status quo - adottando una posizione molto più conservativa sulla net neutrality - e quindi la posizione privilegiata di Google stessa nel panorama del web attuale.
L’esperto George Ou ha avuto qualcosa da ridire nei confronti della nuova iniziativa di Google. Ou, che si dice fortemente convinto del fatto che una rete non regolarizzata e “moderata” a-là Comcast costituirebbe la fine dello sviluppo e della diffusione di tecnologie video e VoIP, punta il dito sulla policy adottata da Mountain View in Cina, ove Google offre notoriamente risultati di ricerca monchi della terminologia invisa alla propaganda di regime del Partito del Popolo.
Più che neutrale, per Ou la rete dovrebbe essere piuttosto “trasparente”, e l’errore di Comcast non è stato tanto voler mettere mano nei bit scambiati dai propri utenti quanto non aver espresso chiaramente, nei propri termini di servizio, la presenza del filtro sul traffico BitTorrent. Ma la trasparenza deve interessare tutti gli anelli della connettività, inclusi i provider di applicazioni come Google. E Google, a parere di Ou, è “‘l’unica società americana in questo panel a fare cose ingiuste e a non raccontarlo alla gente”. Google filtra i contenuti in Cina, osserva, altro che neutralità apodittica e salvaguardia dell’innovazione.
Whitt risponde però pacato alle accuse di Ou che il filtering di “alcuni termini di ricerca” sul motore cinese non ha nulla a che fare con la neutralità di rete, e che soprattutto in fondo alla pagina web del motore è indicato chiaramente che è attivo il filtro voluto dal governo. “Questa è trasparenza” dice Whitt. “
Ogni programmatore spende in media il 20% del suo tempo per cercare codice ed informazioni tecniche sui motori classici.
Krugle, invece, è un motore di ricerca interamente dedicato alla ricerca di codice sorgente e della documentazione tecnica ad esso legata, fornendo anche le informazioni necessarie e il tipo di licenza.
Una volta trovato quello che serve, sono presenti anche gli strumenti per salvare il risultato delle nostre ricerche e condividerlo con gli altri.
La soluzione è Jobrapido, un vero e proprio motore di ricerca del lavoro.
Fra tutti i siti web specializziati nella ricerca del lavoro come ad esempio http://www.monster.com/, Jobrapito è sicuramente il più semplice da utilizzare data la sua grafica molto diretta: si inserisce dapprima la chiave di ricerca e poi una possibile località. In un attimo compariranno moltissime offerte di lavoro e aggiornate giorno per giorno.
Un altro vantaggio di jobrapido è il fatto che non ci si deve registrare e basta inserire l’indirizzo email e si riceveranno quotidianamente informazioni sui nuovi lavori disponibili.
Certo, oltre agli innumerevoli vantaggi, come molti siti di ricerca lavoro, anche per jobrapito c’è lo svantaggio di essere un po’ ripetitivo nelle proposte.
(in questo sito ho trovato alcune opinioni: http://www.ciao.it/jobrapido_com__1062422)
Il motore di ricerca ha rifiutato l’offerta del gruppo di Bill Gates. Secondo il Wall Street Journal sta per annunciare un’intesa con Google per la pubblicità sul web. Intanto il titolo sprofonda a Wall Street